UNA PASSEGGIATA CONTRO LE BARRIERE ARCHITETTONICHE, INSIEME A MARCO

UNA PASSEGGIATA CONTRO LE BARRIERE ARCHITETTONICHE, INSIEME A MARCO

Ciao a tutti,

Oggi ho fatto un giro, per verificare la situazione attuale legata all’abbattimento delle Barriere Architettoniche. Per l’occasione ho chiamato con me l’amico Marco Becattini, coordinatore Regionale per la disabilità in Forza Italia Toscana e la Candidata al Consiglio Comunale Chiara Giusti, criminologa.

Questi sono alcuni dei lavori fatti dall’Amministrazione attuale che in alcuni casi non hanno tenuto conto della Legge 13/89 sull’abbattimento delle barriere architettoniche

  1. Pensilina alla stazione non accessibile, più volte contestata e mai risolta;

  2. Fontane situate sulle mura di cui una rimessa a norma, dopo contestazione, e una no;

  3. Panchine sulle mura, all’inizio quasi accessibili, adesso che è stata modificata la carreggiata pedonale, dobbiamo camminare sul ghiaino per arrivare ad accedere alle stesse;

  4. Marciapiede in Piazzale Verdi, era stato dichiarato che a Settembre veniva steso l’asfalto naturale ma ad oggi è ancora con il ghiaino;

  5. Stallo per disabili fuori Porta Santa Maria posizionato attorno a scalino quando basterebbe spostarlo e posizionarlo di fronte alla scesa che consenturebbe di salire sul marciapiede;

  6. Percorso Loges a Porta Elisa, questo ti porta a sbattere contro un muro mentre, presso la biblioteca Agorà, addirittura manca una parte di segnaletica.

  7. La tanto discussa rotatoria di Porta Elisa dove solo con la mia caparbietà sono stati ribassati i 5 scalini sugli attraversamenti pedonali di cui si prese carico delle spese la ditta appaltatrice;

  8. Altra clamoroso errore è il sottopasso di Via Ingrillini dove addirittura mi sono trovato costretto a far intervenire il Tg satirico “Striscia la Notizia” perche venisse sistemato il percorso pedonale;

  9. Viale Castracani dove sono stati creati i vari parcheggi, tra i quali anche gli stalli per disabili che tra l’altro risultavano essere sottomisura ed erano racchiusi da un cordolo i quali dopo circa due anni sono stati modificati entrambi, insistendo con le mie sollecitazioni;

  10. Dopo la mia petizione popolare, fatta nel 2015, siamo riusciti ad ottenere la sosta gratuita, come del resto in quasi tutti i Comuni d’Italia, esponendo l’apposito contrassegno.

Tutto questo è stato segnalato, portando alternative a questa Amministrazione ma, a tutt’oggi è stato fatto ancora poco.

Con la candidata Chiara Giusti vogliamo affrontare anche il Tema che lega il rapporto fra criminologia e disabilità…

Criminologia e disabilità Vi starete chiedendo quali siano mai le connessioni tra disabilità e criminologia e molti saranno tentati dal rispondere “nulla”. Non è così. Criminologia, sicurezza e disabilità sono sicuramente legate tra loro. La sicurezza urbana ha quale fine quello di prevenire la criminalità e quindi analizza i fattori che sono potenzialmente capaci di generare un reato: si spazia infatti dall’analisi del potenziale criminale a quella ambientale per arrivare a quella vittimologica. Alcuni soggetti sono considerati, nelle moderne teorie vittimologiche essere maggiormente vulnerabili: anziani, bambini, disabili e donne risultano appartenere infatti alla categoria delle “vittime fragili” in quanto hanno una minore possibilità di proteggersi. La stessa condizione di fragilità sembra essere purtroppo un fattore di incremento del senso di insicurezza e spesso anche un elemento di rischio della possibilità di subire concretamente un reato. La vulnerabilità delle persone disabili è sicuramente di tipo fisico ma a questa può aggiungersi una vulnerabilità sociale che deriva dal livello di integrazione che il soggetto raggiunge con la società: maggiore è l’integrazione sociale maggiori saranno i fattori di protezione dell’individuo stesso. La sicurezza percepita da un soggetto dipende infatti anche dalla sua integrazione, dal riconoscimento dei suoi diritti dal sentirsi libero di circolare e svolgere le attività quotidiane senza preoccupazioni. La sicurezza è indubbiamente un valore strettamente legato alla qualità della vita di una persona e si riflette nel livello di sicurezza della comunità stessa. La presenza di barriere architettoniche, la mancata fruibilità di spazi o di servizi porta il disabile ad essere maggiormente vulnerabile a causa dell’ isolamento sociale che si viene a creare, oltre ad accrescere la sua preoccupazione e, talora, genera un senso di frustrazione che lo rende, come in una pericolosa spirale, ancor più esposto al rischio di divenire vittima. Le persone con disabilità in un certo senso subiscono una “ violenza” ogni volta che viene negata loro la possibilità di partecipare alla vita attiva nella società. Le stesse rampe, gli accessi ed i passaggi dovrebbero inoltre, consentire al disabile, di poter avere la massima visibilità possibile, essere ben illuminati ed avere parapetti trasparenti in modo tale da aumentare i rischi per un eventuale autore di reato. Porre quindi attenzione alle esigenze dei soggetti maggiormente vulnerabili è sicuramente un investimento nella direzione di un accrescimento del livello di sicurezza, non solo per il singolo individuo, ma per l’ intera comunità dove si va ad agire.

Questa Amministrazione quanto realmente è vicina alle persone con difficoltà motorie? Veramente dobbiamo continuare con loro?

Questa Amministrazione è politicamente incapace!

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Percorso Loges inesistente.

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